”I am fascinated by the power of sound.
Maybe it is because sound is hidden to the human eye
that it is capable to connect us
with an invisible and mysterious world
where ANDs are more relevant than ORs,
where the very first cell of apparent contradiction resides.”

Agnese Toniutti, pianista specializzata in repertorio contemporaneo e del Novecento, si diploma con il massimo dei voti al Conservatorio di Venezia con una tesi sull’opera pianistica di Giacinto Scelsi, dedicandosi fin da quel momento all’esplorazione di repertori della musica d’oggi.
All’attività concertistica ama affiancare un lavoro di ricerca documentale; i materiali sonori raccolti affiancano spesso l’esecuzione pianistica nei suoi recital solistici, in una regia dell’ascolto in stretto dialogo con le composizioni eseguite.
Tra i progetti di ricerca-performance, i “ritratti” monografici dedicati a compositori particolarmente approfonditi nel suo percorso (Giacinto Scelsi, al quale si dedica da tempo sia come interprete che come ricercatrice, Giancarlo Cardini, le cui opere sono protagoniste della recente uscita discografica di Lento trascolorare, Da Vinci Classics 2020, e John Cage) e i programmi dedicati al movimento artistico internazionale Fluxus (con prime esecuzioni di Philip Corner e Dick Higgins) e alla creatività femminile dagli anni 50 del Novecento ad oggi (tra cui il progetto di ricerca sul “timbre piano” della newyorkese Lucia Dlugoszewski). Nelle collaborazioni artistiche cerca spesso il dialogo tra repertorio contemporaneo e altre discipline espressive (recitazione, danza, fotografia, arti visive e videoarte).
Si è esibita come solista e camerista in diversi festival internazionali in Italia, Europa e Stati Uniti.

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photo © Francesco Zanet