Innamorata di ogni suono: nuove recensioni sulle Sonatas&Interludes per pianoforte preparato di Cage
Nonostante la calda estate e i tre anni dall’uscita delle Sonatas&Interludes per pianoforte preparato di John Cage per l’etichetta Neuma Records, nei mesi scorsi sono uscite alcune belle recensioni del disco.
E’ sempre un vero piacere quando qualcuno si prende il tempo per ascoltare la mia musica e sono grata ai critici per averne scritto in termini così lusinghieri. Ne propongo la traduzione di alcuni estratti qua sotto; nel link la recensione completa in inglese.
PARIS-MOVE, 18 agosto 2026
Frankie Pfeiffer
, Caporedattore
Agnese Toniutti e il Fantasma nella Macchina: Dentro al Suo Disco delle Sonate e Interludi di Cage
Alcune esecuzioni appaiono più come degli atti di canalizzazione piuttosto che interpretazioni, come se il musicista avesse smesso di interporsi tra il compositore e l’ascoltatore e fosse invece divenuto una sorta di conduttore. Le registrazione di Agnese Toniutti delle Sonate e Interludi per Pianoforte Preparato di John Cage è una di quelle. […] è più come ascoltare una conversazione privata tra un pianista e il fantasma di un compositore. E’ un album affascinante!
[…]La scelta di Toniutti lungo tutto questo album è quella della moderazione al servizio della meraviglia. […]La sua versione di “giusto” è senza fretta, luminosa, e profondamente attenta alla grana di ciascun singolo suono. […] un’interprete che tratta ogni spartito non convenzionale come un invito a ricercare tanto quanto a suonarlo. […] In tutta questa registrazione potrete ascoltare che Toniutti resta comodamente all’interno di questa contraddizione, senza mai cercare di ricomporla. […] c’è un’ampiezza di spazio in questa esecuzione che non diventa mai indolenza.
Le Sonatas and Interludes sono state registrate molte volte, e non serve la versione di Toniutti per assicurar loro un posto nel canone del ventesimo secolo, ma quel che il suo disco offre invece è una relazione con il materiale che davvero si distingue: un’interprete la cui intera pratica artistica è stata costruita attorno all’indagine di cosa fa il suono all’interno di una composizione, si applica all’unico lavoro per pianoforte creato esplicitamente per forzare questa questione. Il risultato […] appare come quello di un’artista che ha trovato, nello strumento trasformato di Cage, un soggetto degno di tutto ciò che fa già al meglio.
Questo è un disco con il quale sedersi piuttosto che scorrerlo, in cui lo spazio tra le note porta altrettanta informazione che le note stesse, e dove lo spirito di Cage di attenzione paziente, curiosa sembra, per quasi un’ora, genuinamente vivo nelle mani di qualcun altro. Devo dirlo di nuovo? E’ un album affascinante!
Piano Factory 35 – La Folia Music Review, marzo 2026.
Grant Chu Covell
Proprio quando potresti pensare che non c’è niente da dire in più sul pianoforte preparato, ecco che arriva il classico di Cage immortalato con vividezza. Una rapida ricerca delle altre registrazioni sugli scaffali (Ajemian, Tenney, Tilbury, Henck) conferma l’ammirevole chiarezza (lo so, la registrazione di Ajemian è del 1951). Suona come se fossimo all’interno del pianoforte. Ci sono colori ben distinti quando il pedale è giù, e i passaggi veloci sono rifiniti da Toniutti in modo accurato. and Toniutti’s fast passages render cleanly. Non è mai sfocato nè sbiadito. Toniutti sembra essere innamorata di ogni suono.
