Scatti e breve diario del concerto londinese

La reputazione del Cafe OTO è ben meritata. Durante il giorno è un piacevolo luogo dove pranzare e procurarsi musica e libri accuratamente scelti. La sera diventa uno spazio informale dove professionisti del settore garantiscono un’ottima esperienza di esecuzione e di ascolto con un pubblico attento e rispettoso dei silenzi. Sono stata dunque molto contenta di aver tenuto lì un mio concerto a fine agosto con l’organizzazione di una nuova etichetta molto attenta all’aspetto curatoriale, The Hotel, gestita con passione e cura dal giovane Henry Cyer e dai suoi colleghi, tutti giovani musicisti e/o musicofili.

Il mio programma dedicato tutto a Philip Corner era infatti collegato all’uscita discografica di una registrazione di alcuni decenni fa fatta da Corner dopo la visione di un film di Stan Brakhage. Philip mi ha confessato quanto lo ammirasse; la registrazione era proprio un omaggio per ringraziarlo dell’ispirazione che aveva avuto dal suo film. La risposta inaspettata di Brakhage fu girare un nuovo film, ispirato alla musica che Corner gli aveva fatto avere! The Hotel ha preso tutto questo florilegio di rimpalli creativi nelle proprie mani e l’ha reso disponibile al pubblico.

Sotto alcune immagini della serata scattate da Tobias Bulman. Nella prima potete vedere anche Jess, che mi ha graziosamente aiutato nella performance di Piano Works: A Movement per pianista e operatore di Corner.
Grazie Henry, Jess e Tobias; lunga vita a The Hotel e a tutte le iniziative che come questa contribuiscono con passione a rendere vivo il mondo dell’arte!