La reputazione del Cafe OTO è ben meritata. Durante il giorno è un piacevolo luogo dove pranzare e procurarsi musica e libri accuratamente scelti. La sera diventa uno spazio informale dove professionisti del settore garantiscono un’ottima esperienza di esecuzione e di ascolto con un pubblico attento e rispettoso dei silenzi. Sono stata dunque molto contenta di aver tenuto lì un mio concerto a fine agosto con l’organizzazione di una nuova etichetta molto attenta all’aspetto curatoriale, The Hotel, gestita con passione e cura dal giovane Henry Cyer e dai suoi colleghi, tutti giovani musicisti e/o musicofili.
Il mio programma dedicato tutto a Philip Corner era infatti collegato all’uscita discografica di una registrazione di alcuni decenni fa fatta da Corner dopo la visione di un film di Stan Brakhage. Philip mi ha confessato quanto lo ammirasse; la registrazione era proprio un omaggio per ringraziarlo dell’ispirazione che aveva avuto dal suo film. La risposta inaspettata di Brakhage fu girare un nuovo film, ispirato alla musica che Corner gli aveva fatto avere! The Hotel ha preso tutto questo florilegio di rimpalli creativi nelle proprie mani e l’ha reso disponibile al pubblico.
Sotto alcune immagini della serata scattate da Tobias Bulman. Nella prima potete vedere anche Jess, che mi ha graziosamente aiutato nella performance di Piano Works: A Movement per pianista e operatore di Corner. Grazie Henry, Jess e Tobias; lunga vita a The Hotel e a tutte le iniziative che come questa contribuiscono con passione a rendere vivo il mondo dell’arte!
Una bella giornata davvero quella al MAMBo – Museo di Arte Moderna a Bologna sabato 26 settembre. E’ stato un vero piacere far parte delle celebrazioni per il centenario di Giuseppe Chiari, visitare la bellissima mostra e ascoltare l’esecuzione incantatoria dei Metodiper suonare fatta da Deborah e Chiara.
Qua potete trovare la recensione completa del doppio evento a firma di Paolo Carradori per Le Salon Musical. Qui sotto ne riporto un estratto interpolato da qualcuna delle immagini concesse cortesemente dal Comune di Bologna | Settore Musei Civici | MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna scattate da Ornella De Carlo.
Agnese Toniutti redige un programma Fluxus Cardboards For Giuseppe Chiari Solo che coinvolge compositori che non solo hanno preso parte più o meno attiva al movimento/non-movimento Fluxus (del quale il compositore fiorentino è stato unico italiano a far parte come membro ufficiale dal 1962) ma condividono con lui una stessa visione della ricerca, della sperimentazione, dell’azione musicale: Philip Corner, Giancarlo Cardini e Mieko Shiomi.
Intervalli n.2, Do, che fa parte di un ciclo pianistico di dodici parti, è un buon biglietto d’ingresso nel mondo di Chiari. Blocchi accordali roteano sospesi, si rincorrono, vanno come a riempire uno spazio indefinito, si accumulano creando tensioni. […] La Toniutti cesella ogni elemento, gli offre una forma cangiante in uno scenario dove ritmo esecutivo e gesto, completano una lettura profonda. Con Exstensions of Giuseppe Chiari’s “DO” e Giuseppe Chiari’s “DO”further extendedCorner gioca, elabora, dilata gli intervalli. Estensioni che rigenerano suoni nuovi, percorsi imprevisti, angoli acuti, cascate luminose. Corner usa i materiali di Chiari, li evoca, come rampa di lancio per nuove esplorazioni, in un dialogo a due dove si afferma che la partitura non è mai definitiva.
Se Chiari è soprattutto conosciuto, anche da chi frequenta poco la contemporanea, per Gesti sul piano(una lunga gestazione che va dal 1962 al 1976) una ragione di fondo ci sarà. Probabilmente perché è tra i primi esempi di musica da vedere, filo diretto con la poetica Fluxus. […] Una musica d’azione mai uguale a se stessa, plastica, imprevedibile. La Toniutti, che sa benissimo che anche il proprio ruolo, il suo rapporto con lo strumento è costantemente in discussione, sceglie la strada di un prosciugamento dell’aspetto performativo a favore di una radicale ricerca sonora.
L’ultima violenta vibrazione dei gesti ancora vaga quando si apre lo scenario su Foglie d’autunno lentamente trascolorano. Potremo definire Cardini una piacevole anomalia nel quadro della nuova musica del secondo Novecento. Che ci fa in quel contesto di ricerca estrema un compositore che dichiara di amare incondizionatamente la melodia? A Bologna la risposta ce la dà la pianista friulana che conosce bene il compositore toscano proponendo questo breve capolavoro. Con Foglie d’autunno… Cardini dimostra come la melodia, depurata da luoghi comuni e vizi, ci possa raccontare attraverso bellezza, purezza del silenzio, poesia dell’attimo fuggente, le inquietudini, problematiche e fragilità dell’uomo contemporaneo. Nella trama cardiniana la traccia melodica evocata è sempre macchiata, ferita da un’inquietudine, un dubbio, che la rende attuale, mai scontata, mai sdolcinata. Nel gioco delle amicizie, complicità e dediche Chiari tra il 1997 e il 1998 scrive PCA (Per Cardini) due fascicoli contenenti otto brevi composizioni pianistiche. Qui traspare l’intimità dello scambio dialogico, attraverso frasi brevi, asciutte. Il compositore pare volersi avvicinare alla poetica dell’amico, riuscendo solo a sfiorarla.
Il set della Toniutti si chiude con Direction music for a pianist della Shiomi. La pianista diviene anche voce narrante su frammenti poetici, riflessioni sull’arte e sulla vita. […] La performance crea una relazione diretta con il pubblico attraverso i cartoncini come oggetti musicali, la parola, il monologo, il pianoforte inteso come congegno capace di generare un’azione amplifica la capacità comunicativa del lavoro.
Sabato 26 settembre alle ore 17.00 aprirò il finissage della mostra dedicata a Giuseppe Chiari al MAMBo – Museo di Arte Moderna di Bologna. Fluxus Cardboards for Giuseppe Chiari segue gli intrecci artistici e umani tra membri e simpatizzanti del movimento Fluxus. Suonerò alcuni lavori in prima esecuzione: una collezione di pezzi di Giuseppe Chiari dedicati a Giancarlo Cardini e due composizioni di Philip Corner ispirate a Chiari, oltre a brani di Chiari, Giancarlo Cardini e Mieko Shiomi.
Dalle mie note di sala: “Il programma mette in relazione tre composizioni di Giuseppe Chiari appartenenti a diverse fasi creative – compreso il celebre Gesti sul piano che lo accompagnerà praticamente per tutta la vita – con i lavori di artisti che hanno preso parte al movimento/non-movimento corale e internazionale Fluxus. Giancarlo Cardini, Mieko Shiomi, Philip Corner sono compositori con cui ho avuto (e tuttora ho nel caso di Corner e Shiomi) il privilegio di potermi confrontare nell’interpretazione dei loro lavori. Philip Corner, tra i fondatori del movimento, dialoga direttamente con la musica di Chiari: l’idea generatrice di DO, il secondo degli Intervalli del 1950, si espande in varie metamorfosi riverberando nel mondo compositivo di Corner. Giancarlo Cardini (1940/2022), pianista e compositore, paladino della nuova musica e per una parte della sua vita creativa vicino a Fluxus, è uno degli interpreti di Gesti sul piano fino al 1972, quando lo stesso compositore ne prende in mano l’esecuzione. Proprio a Cardini sono dedicati i due fascicoli di PCA, scritti rispettivamente nel 1997 e nel 1998. Alcuni dei numeri della raccolta sono stati eseguiti da Cardini in occasione del concerto per gli 80 anni di Chiari; l’intera opera è qui in prima esecuzione. Le “cardboards” a cui si riferisce il titolo sono quelle della composizione di Mieko Shiomi, oggetti performativi, frammenti poetici che aprono gentilmente il campo a una riflessione sull’arte che Giuseppe Chiari, già presente al primo festival Fluxus di Wiesbaden nel 1962, condurrà poi in modo sistematico, mettendo in discussione attraverso le sue azioni musicali i grandi significati condivisi di musica, musicista, strumento, e il loro ruolo ideale e reale nella società.”
Ecco la lista dei prossimi concerti – very much looking forward!
° 24 agosto 2026 – London, Cafe OTO in collaborazione con The Hotel: Agnese Toniutti plays Philip Corner, musiche di Philip Corner Info Bookings
° 26 settembre 2026 – Bologna, MAMBo Museo di Arte Moderna di Bologna in collaborazione con Angelica: Fluxus Cardboards for Giuseppe Chiari, musiche di Giuseppe Chiari, Philip Corner, Giancarlo Cardini, Mieko Shiomi Info Bookings
° 17 ottobre 2026 – Reggio Emilia, Festival Aperto: Open Cage, musiche di John Cage, Tan Dun Info Bookings
E’ sempre un piacere suonare Open Cage, un programma che ben rappresenta il caleidoscopio di suoni che un pianoforte può produrre, a partire dalle Sonatas&Interludes per pianoforte preparato di John Cage, ovviamente!
Resta valido quanto scritto nel libretto del disco delle Sonatas uscito per la Neuma Records: “Ho suonato in concerto le Sonate e Interludi di John Cage in svariate occasioni. Ogni esecuzione mi regala sempre un senso di meraviglia, mentre ascolto suoni da cui io stessa mi lascio sorprendere e adatto l’esecuzione ad un panorama timbrico sempre nuovo. Ogni pianoforte, infatti, reagisce in modo differente ad una stessa preparazione, e addirittura usare lo stesso strumento in concerti successivi significa spesso utilizzare un insieme di oggetti parzialmente diverso. E’ uno dei misteri delle Sonatas: anche volendo rispettare alla lettera le indicazioni di Cage, ci si ritrova ad ogni replica con un set di preparazione diverso da quello precedente.“
Quindi sono curiosa di scoprire come suonerà questa volta, il 17ottobre a Reggio Emilia per il Festival Aperto.
Il concerto è parte di una serie che esplora alcune delle multiple identità del pianoforte contemporaneo, “PianIstmi”. In programma anche composizioni di Cage per toy piano e pianoforte “normale” (!), e un pezzo per string piano (il pianoforte suonato direttamente sulle corde) composto da Tan Dun in onore di John Cage.
Il 26 settembre, giorno del compleanno del compositore, suonerò a Bologna al MAMBo – Museo d’Arte Moderna di Bologna un recital dedicato a Giuseppe Chiari. Il MAMBo offre infatti la prima retrospettiva istituzionale completa del lavoro di Giuseppe Chiari in occasione dei cento anni dalla nascita.
Il programma del concerto, Fluxus Cardboards for Giuseppe Chiari, si rivolgerà ai rapporti di lunga data con il movimento internazionale Fluxus, sia con i suoi membri che con l’attitudine condivisa dell’eterogeneo gruppo. Oltre alle composizioni di Chiari scritte in diversi periodi creativi – prima, durante e dopo il celeberrimo Gesti sul piano – ci saranno composizioni di Philip Corner (ispirate a Chiari), Giancarlo Cardini (amico, interprete e sodale del compositore) e Mieko Shiomi, la cui composizione ben rappresenta il versante poetico dell’attitudine performativa Fluxus. More soon!
E’ un onore essere la “pianist of choice” (come scrivono nella presentazione) del compositore Philip Corner al CafeOTO di Londra il 24 agosto. Il programma sarà incentrato sulla musica di Philip. Spero possa dare un assaggio della sua versatilità creativa: comprenderà sia pezzi performativi che l’atonalità gioiosa degli anni ’50, l’amore per il barocco francese (Couperin primo fra tutti) e le grandi collezioni dell’ultimo decennio. Il pezzo più recente in programma è del 2026 – ovviamente! Ad ogni incontro con Philip Corner una partitura mi attende sul tavolo, accompagnata dalla lapidaria frase “this is the last one”. Ho imparato presto a capire che si riferiva al fatto che era l’ultima partitura in ordine di composizione, una mera osservazione cronologica, niente più.
Quindi sono al contempo contenta e consapevole del non facile compito di rappresentare la continua, vivace sorgente di creatività che sgorga dal compositore.
Il concerto è organizzato dall’etichetta The Hotel in collaborazione con CafeOTO in anticipazione dell’uscita dell’LP di Philip Corner’s ‘Passage Through: A Ritual’. Introdurrà il concerto la premiere del nuovo pezzo di Miles Lukoszevieze ‘Self-Shadowing Prey’ per live electronics e playback ensemble, ispirata agli scritti di Ghérasim Luca.
Grazie all’invito di Mario Chiari, figlio dell’artista, e al MAMBo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, ho la bella opportunità di approfondire l’opera di Giuseppe Chiari. Conoscevo già Gesti sul Piano, il suo lavoro più celebre e sperimentale per pianoforte. Avevo guardato i video ispirati alla performance del pezzo ripresi con la telecamera dall’alto, le mani di Chiari in primo piano nell’estensione di due ottave circa. Il loro movimento, quasi personaggi autonomi che agivano tra di loro e sulla tastiera, mi aveva incantato e anche emozionato. Mi pareva anche che quello fosse il risultato poetico di riflessioni critiche molto più ampie. In effetti è così; mi ritrovo ora a navigare tra saggi critici, frasi e libri d’artista, articoli e interviste, fotografie di Chiari in performance, video, registrazioni e ovviamente anche partiture (in notazione musicale tradizionale, grafica e verbale), tutte creazioni del compositore, artista e performer accolto subito nel gruppo Fluxus e dal milieu internazionale dell’arte concettuale. Per il centenario dalla nascita di Chiari (avvenuta nel 1926 a Firenze) sono stati pubblicati anche diversi testi critici che ne ricostruiscono l’opera e aiutano a percorrere le lunghe strade dei suoi lavori, costantemente rivisitati lungo tutto il corso della vita. E’ il caso di Gesti sul Piano, che dopo la prima partitura del 1962 andò incontro a molte trasformazioni e sviluppi, seguendo la creatività del suo autore che ne divenne presto anche l’esecutore (prima di lui lo erano stati Frederic Rzewski, a cui Gesti è dedicata, e Giancarlo Cardini). Dalla notazione su carta, con varie partiture verbali e grafiche, a sequenze fotografiche e video, dalla composizione aperta all’improvvisazione in performance, la vita di questo pezzo ha lasciato molte e differenti tracce. Scoprirle lascia la piacevole sensazione di una caccia al tesoro, di cui scriverò più dettagliatamente in seguito. Adesso però è il momento di giocare/suonare “con” Gesti sul piano. Un modo allo stesso tempo serio e divertente per aprire nuove porte… cosa ci sarà dall’altra parte?
“L’uomo non conosce l’esistenza dei tasti / la tastiera è per lui una lunga striscia bianca egli ha però capito che le sue mani le sue braccia possono lasciare un’impronta sulla tastiera come sulla sabbia ha capito che la sua rabbia la sua ansia la sua tensione la sua fissità la sua apatia la sua tenerezza lasceranno per un attimo sulla striscia bianca un’impronta rabbiosa tenera…
non ha mai visto suonare un piano non concepisce che un dito serva per un tasto. “
Giuseppe Chiari, 1969
Suonando/giocando con Gesti sul Piano di Giuseppe Chiari
Immagine di testa dalla mostra “Party Chiari & Amicizie Fluxus” alla Galleria Susanna Orlando – Pietrasanta, 2026
Some months ago – in the midst of intercontinental flights, various performances and little sleep, but much satisfaction – I won a competition for a tenure teaching position at Conservatorio Boccherini di Lucca, in Tuscany. The competition tests were mainly consisting in piano performance and orchestra first-sight score reading. In fact, I’ll be working with Orchestra Conduction and Composition students, teaching them piano performance and orchestra score reading at the piano. It’s a subject I love, because it allows to sail the vast ocean of Western music repertoire, from the Middle Age to nowadays… a never-ending discovery and recreation.
In addition, Lucca is a real jewel, a fortified city of medieval architecture with a rich past still clearly visible walking the cobbled roads. The Conservatorio carries on a prestigious tradition – Boccherini, Puccini, Giani-Luporini, and many others have walked through these doors. My room overlooks the famous Torre dei Guinigi, with its roof garden of centuries-old holm oaks (see pictures).
Very much looking forward this new beginning of the academic year, eager to test my previous experience in this new environment that will accompany me in the coming years!
A nice new review out in prestigious Die Neue Zeitschrift für Musik n.2 of this year. Stefan Fricke writes about Sub Rosa release of the two volumes of the Fluxus&NeoFluxus Collection vol.1 and vol.2 :
“[…] Congratulations also to those who want to hear and read this; there is much to discover. A colorful compilation […] a collector’s edition that does not conclusively cover the subject, but rather invites further, more in-depth searching, finding, and doing it yourself. […] Let’s get started.”